Compiti di latino per la VA

Lezioni 2: ex. pag.26, n.45, frasi 1-2-3;

ex.pag.27, n.47, frasi 18-19-20;

ex.pag.28, n.49, frasi 6-7-8;

ex.pag.29, n.51, frasi 11-12-13;

ex.pag.29, n.52, frasi 2-3-4;

ex. pag.38, n.68, frasi1-2-3;

ex.pag.39, n.70, frasi 8-9-10;

ex.pag.40, n. 72, frasi 1-2-3-4-5;

ex. pag. 40, n. 73, frasi 6-7-8;

ex.pag.42, n.76, frasi 8-9-10;

ex. pag.44, n.80, frasi 1-2-3;

ex. pag.44, n.81, frasi 4-5;

ex. pag.47, n.86, frasi 1-2-3;

ex. pag.47, n.87, frasi 1-6;

ex. pag. 48, n.88, frasi 1-2-3;

ex. pag.48, n.89, frasi 1-6.

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Il cacciatore e la cicogna

Un cacciatore distendeva le reti  per le  gru e da lontano teneva  d’ occhio la caccia . Poichè una cicogna rimaneva impigliata nelle reti con le gru, il cacciatore, correndo verso quelle catturava anche lei. La cicogna pregava l’uomo di non ucciderla e dimostrava che non solo è innocua per gli uomini, ma è anche assai utile: infatti afferrando dei serpenti e altri rettili li uccide. Ma il cacciatore rispondeva:” Anche se non sei deplorevole per altre cose, per questo ,dunque ,meriti il castigo, perchè ti mescoli con i malvagi”. Ebbene  è necessario che anche noi ci teniamo lontani dalle frequentazioni dei malvagi, per non apparire complici noi stessi della loro malvagità.

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Fine di Giugurta

Mario,  appena tornato dalla Libia con l’esercito, celebra il trionfo, mostrando ai romani come incredibile spettacolo Giugurta prigioniero; egli era infatti un uomo astuto, che aveva un animo passionale, mescolato a molta malvagità. Dunque essendo Giugurta condotto in trionfo verso la prigione, alcuni gli lacerano con forza la tunica, altri togliendogli con violenza l’orecchino d’oro gli ledono il lobo dell’orecchio. Infine è gettato nudo nel baratro; e così combattendo ogni giorno con la fame  e lacerato sino all’ultima ora dal desiderio di vivere, sconta la giusta pena per la sua empietà ( delle sue malvagità). In trionfo, dicono che fossero trasportate trentamila e sette libbre d’oro, cinquemilasettecentosettantacinque d’argento, (settemila per centomila) settecento milioni di dracme di moneta.

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Borea e il sole (versione di greco da Esopo)

Borea e il Sole si contendevano il potere. Decidevano pertanto di attribuire la vittoria a colui che avesse spogliato per primo un viandante. All’inizio Borea era impetuoso, mentre l’uomo si teneva stretta la veste  lo incalzava. Il viandante oppresso ancor più dal freddo, prendeva una veste più pesante, finchè Borea si fosse calmato. Il Sole in un primo momento splendeva in modo ordinaerio, successivamnete, dopo che l’uomo si spogliava dagli indumenti eccessivi fra le sue vesti, inensificava l’ardore con maggiore vemenza. Infine l’uomo, non potendo far fronte al calore, si svestiva competamente e si muoveva per bagnarsi verso un fiume che scorreva nelle vicinanze. La favola insegna che spesso è più efficace la persuasione ( il persuadere) che la violenza( l’ essere costretti).

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Traduzione versioni di greco

Il cerbiatto e il cervo

Un cerbiatto una volta diceva al cervo:” Tu, o padre,sei più grande e più veloce di un cane, inoltre hai delle corna per difesa : perchè mai dunque hai paura dei cani?” E quello gli rispose :” So bene, o figlio, che io ho tutto questo; quando, però, sento il latrato del cane , ho il buio davanti agli ochi e fuggo: Conosci, figliolo, qualche altro animale che è più infelice e più vile di me?”  E il cerbiatto :” Fatti coraggio, padre, non lamentarti: il leprotto infatti è molto più vile di te: perfino il rumore di una sola foglia che cade volge il lepotto in fuga”. Il cervo allora sorride e riconoscente per le benevole parole abbraccia il figlio.   

 

Il fabbro e il suo cagnolino

‘era un fabbro che aveva un cagnolino. Mentre questo lavorava, il cagnolino si addormentava e dormiva profondamente; e quando poi di nuovo il padrone mangiava, si svegliava e abbaiando e scodinzolando,chiedeva il cibo. il fabbro allora gettandogli un osso gli diceva queste parole: ” O povero cagnolino assonnato, che cosa dovrei fare con te preso dalla pigrizia? Quando infatti batto l’incudine, tu ti adagi sul lettuccio e nulla ti sveglia, nè i tuoni, nè i fulmini; uando poi è di nuovo il momento di mangiare, subito ti svegli e mi fai le feste”. E il cagnolino replicava:” Non biasimare me, o padrone, ma te stesso che miinsegnavi a fare nulla”.  

Tutti, eccetto i pigri, assolveranno i propri compiti 

I pastori condurranno al pascolo nei prati le greggi, i giardinieri semineranno le piante nei giardini, i servi serviranno i padroni, i sacerdoti faranno sacrifici agli dèi, i cacciatori andranno a caccia di animali nelle selve, i pescatori pescheranno pesci nel mare e nei fiumi, i maestri educheranno i fanciulli, i nocchieri andranno per mare, gli oratori parleranno nll’assemblea; soltanto i pigri e gli inetti trascorreranno la vita nell’ozio.

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La proposizione infinitiva

N.B. Per la versione di domani occorre ripassare :

-le infinitive e gli infiniti( ci sono tutti: presente, passato e futuro);

-il cum e il congiuntivo ( attenzione, ci sono anche le forme passive del congiuntivo);

- il participio presente;

- ut e congiuntivo;

- gli infiniti di sum ( presente: esse; perfetto:fuisse; futuro: futurum-am-um esse oppure fore : quest’ultima forma sostituisce, per l’infinito futuro ,l’altra: si può usare cioè o futurum- am-um esse o fore)

COMUNICATE QUANTO SCRITTO ANCHE A CHI NON PUO’ ANDARE SU INTERNET, PER FAVORE ( Noemi ed Ilenia tra quelle che ricordo).

Grazie, a domani.

Ecco alcuni esempi di infinitiva

SCHEMA

dico         che tu sei buono                 contemporaneo      — infinito presente

dico         che tu eri/sei stato/fosti buono         anteriore  — infinito perfetto

dico         che tu sarai buono               posteriore        — infinito futuro

dicevo,dissi,ho detto       che tu eri buono    contemporaneo — inf.pres.

dicevo,dissi,ho detto       che tu eri stato buono         anteriore  — inf. perf.

dicevo,dissi,ho detto       che tu saresti stato buono        posteriore — inf. fut.

LE PROPOSIZIONI INFINITIVE ESPRESSE MEDIANTE L’INFINITO PRESENTE

-Dico Lucium errare,”Dico che Lucio sbaglia”;Lucio sbaglia nel momento in cui io lo dico;

-Dicebam Lucium errare,”Dicevo che Lucio sbagliava(stava sbagliando”);Lucio sbagliava nel momento in cui io lo dicevo(le due azioni sono contemporanee anche se si svolgono nel passato);

-Consulem esse Romae puto,”Credo che il console sia a Roma”;il console si trova a Roma nel momento in cui io lo credo;

-Consulem esse Romae putabam,”Credevo che il console fosse a Roma”;il console si trovava a Roma nel momento in cui io lo credevo;

-Consulem esse Romae putabo,”Crederò che il console sarà a Roma”;il console si troverà a Roma nel momento in cui io lo crederò.

L’INFINITO PERFETTO ATTIVO

-Puto puerum bonum fuisse,”Penso che il ragazzo sia stato buono”;

-Putabam puerum bonum fuisse,”Pensavo che il ragazzo fosse stato buono”;

-Putabo puerum bonum fuisse,”Penserò che il ragazzo sarà stato buono”;

-Constat legatum Romam pervenisse,“Si sa che l’ambasciatore è arrivato a Roma”;

-Constabat legatum Romam pervenisse,”Si sapeva che l’ambasciatore era arrivato a Roma”;

-Constabit legatum Romam pervenisse,”Si saprà che l’ambasciatore sarà arrivato a Roma”;

Quando il soggetto dalla proposizione infinitiva è il medesimo della reggente,l’infinito perfetto si traduce in italiano con l’infinito passato preceduto dalla preposizione di:

-Lucius dicit se sincerum fuisse,”Lucio dice di essere stato sincero”;

-Lucius dixit se sincerum fuisse,”Lucio disse di essere stato sincero “;

-Lucius dicet se sincerum fuisse;”Lucio dirà di essere stato sincero”.

L’INFINITO PERFETTO PASSIVO

-Dico puerum laudatum esse,”Dico che il ragazzo è stato lodato”; Dicebam puerum laudatum esse,”Dicevo che il ragazzo era stato lodato”;

-Dico puellam laudatam esse“,Dico che la ragazza è stata lodata”;Dicebam puellam laudatam esse,”Dicevo che la ragazza è stata lodata”;

L’INFINITO FUTURO ATTIVO

-Puto puerum futurum esse/fore bonum,”Penso che il bambino sarà buono”;

-Scio amicos venturos esse cras,”So che gli amici verranno domani”;

-Putabam puerum futurum esse/fore bonum,”Pensavo che il bambino sarebbe stato buono”;

-Putabam discordias noxias futuras esse/fore,”Pensavo che le discordie sarebbero state nocive”;

-Sciebam amicos venturos esse cras,”Sapevo che gli amici sarebbero venuti l’indomani”;

-Constabat legatum Romam perventurum esse,”Si sapeva che l’ambasciatore sarebbe arrivato a Roma”;

-Necesse erat vos celeriter perventuros esse,”Era necessario che voi arrivaste presto”;

-Lucius dixit se sincerum futurum esse/fore,”Lucio disse che sarebbe stato sincero”.

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Versione di greco

“Il contadino e l’albero”, pg.75 n.59

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Commento al sonetto “In morte del fratello Giovanni” di U.Foscolo

Esercizi d’analisi

Lavoro di produzione

1. Le figure retoriche del significato:

pietra è una metonimia ( la materia per l’oggetto), sta ad indicare la tomba, simbolo qui di quella “corrispondenza d’amorosi sensi” di cui Foscolo scriverà nei “Sepolcri”: la tomba è qui il  luogo degli affetti familiari, dove la madre parla al figlio morto del figlio lontano.

il fior…caduto: metafora. E’ un’immagine che risale agli autori classici, quella di assimilare la giovinezza ad un fiore. Spiegazione: la tua morte avvenuta nel fiore della tua giovinezza.

suo dì tardo traendo: dì è una sineddoche ad indicare l’età ( una parte per il tutto). Si può anche intendere “trascinando stancamente i suoi giorni, a causa del dolore”, oltre che trascinando faticosamente la sua vita di persona ormai vecchia”.

cenere muto:metonimia / è il mutam cinerem di Catullo. Ancora la tomba centro di affetti, luogo di ricordi. L’espressione è in rapporto di parallelismo con ossa mie, l’una riferita al fratello, l’altra al  Foscolo, ambedue in relazione con la figura della madre.

ossa mie: metonimia , ad indicare il corpo del poeta una volta morto.

i miei tetti: sineddoche( la parte per il tutto), la patria, altro elemento della cosiddetta “religione delle illusioni” di Foscolo. si tratta di quei valori, di quegli ideali quali l’amore, la gloria, la virtù, l’eroismo, l’amore, che la ragione riconosce come inevitabilmente finiti, ma che il cuore non si rassegna a ritenere tali.

le palme: metonimia per braccia.

gli avversi Numi: metonimia per destino, sorte avversa.

tempesta-quiete: parallelismo metaforico. La tempesta sono gli affanni e le preoccupazioni della vita; la quiete è quella della morte.

cure-viver/porto-quiete……viver-tuo/tuo-porto: doppio chiasmo.

e prego anch’io nel tuo porto quiete: metafora E prego anch’io di torvare riposo nel porto della moret dove tu sei approdato.La morte è vista come un porto in cui l’uomo trova rifugio dalla tempesta.

2.Il poeta  spera un giorno di poter pregare sulla tomba del fratello, ma  tale illusione si rivela ben presto assai remota, in quanto è l’esilio il suo destino; unica possibilità di ricongiungimento con i suoi cari, all’indomani della morte in terra straniera, un gesto di pietà di genti straniere.

3. Metro: sonetto di endecasillabi rimati ABAB ABAB CDC CDC

Enjambement: fuggendo/di gente in gente;seduto/su la tua pietra;gemendo/il fior; secrete/cure.

4.Multas per gentes et multa per aequora vectus
advenio has miseras, frater, ad inferias,
ut te postremo donarem munere mortis
et mutam nequiquam alloquerer cinerem.
Quandoquidem fortuna mihi tete abstulit ipsum.
Heu miser indigne frater adempte mihi,
nunc tamen interea haec, prisco quae more parentum
tradita sunt tristi munere ad inferias,
accipe fraterno multum manantia fletu,
atque in perpetuum, frater, ave atque vale.

Il modello del sonetto è sicuramente il carme CI di Catullo, del quale Foscolo ripropone diverse espressioni, ma le differenze sono notevoli: in Foscolo c’è l’identificazione e il parallelismo tra il poeta ed il fratello; in Catullo poi troviamo le offerte funebri fatte sulla tomba , mentre nel sonetto foscoliano è presente il lamento per l’impossibilità di piangere sulla tomba.

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Nessuno è schiavo per natura

O mio Lucilio, quello che tu chiami servo ha l’origine prima dalla nostra medesima natura, similmente respira, similmente vive, similmente muore. Tu oggi sei libero, ma domani potrai essere schiavo! La fortuna ha declassato a causa di guerre civili molti di nascita nobilissima: ora disprezzi il servo, nella condizione del quale anche tu, che lo disprezzi , puoi trovarti( un giorno). Il mio insegnamento è chiaro: vivrai sempre con il tuo servo umanamente. ” Ma io-tu dici-non ho alcun padrone”. Forse lo avrai. Vivrai con il tuo servo con clemenza, lietamente anche, e lo ammetterai nella tua conversazione e nella tua riunione e nel banchetto. ” Tu- dici titubante- condurrò i servi alla mia mensa?” Non più che i rimanenti uomini liberi. Alcuni servi che ne sono degni ceneranno con te, altri che ne saranno degni. Perchè, o mio Lucilio, cerchiamo un amico soltanto nel foro e nella curia? Con zelo lo troverai presso di te. “E’ un  servo”, dici? . Ma può essere che ha l’animo libero e come si conviene ad un uomo.

(da Seneca)

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Un saluto agli studenti della scuola media “Ricciotti” di Frosinone.

Un saluto a tutti gli attuali studenti della scuola media e un pensiero particolare ai futuri allievi del Liceo- ginnasio “N.Turriziani” di Frosinone.

Per chi volesse altre informazioni, ecco l’indirizzo web del Liceo:

http://liceoclassico.fr.it  

Ad maiora.

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